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Il problema dei rifiuti

Nella società moderna, è considerato rifiuto tutto ciò che ormai non serve più e viene così buttato. Indipendentemente dal suo stato o se può tornare utile ad altri. Già questo baste-rebbe a spiegare gran parte del problema rifiuti...

Complici il cambio di mentalità, il consumismo, e il troppo benessere degli ultimi 20 anni, sta di fatto che dagli anni '90 ad oggi la produzione dei rifiuti in Italia è quasi raddoppiata;

Ci sono decine e decine di esempi  a prova di tutto lo spreco che ci affligge: pensate che molte aziende progettano appositamente prodotti USA & GETTA per il proprio guadagno, come le bottiglie di plastica, il cui prezzo è minimo, ma il costo ambientale é molto molto più alto! Un altro valido esempio sono le macchine degli anni '60, che avevano il paraurti diviso in tre pezzi che permetteva, quando si aveva un incidente, di cambiare solo uno dei tre pezzi, risparmiando sia dal punto di vista economico che ambientale; a tutti gli sprechi si aggiunge il fatto che anche le persone che hanno buona volontà sono indotte ad acquistare piuttosto che a far riparare, ad esempio oggetti elettronici.

Purtroppo questo ENORME problema non riguarda solo Napoli, come si tenderebbe a pensare, bensi è un problema diffuso in tutto il Paese. La maggior parte di questi rifiuti finisce ogni anno nelle discariche ormai strapiene, o magari essi vengono inceneriti, arrecando un grave danno all'ambiente. La raccolta differenziata resta, purtroppo, un'iniziativa ancora marginale a livello nazionale, anche se al nord il riciclaggio è decisamente più diffuso che al centro-sud, dove le percentuali di raccolta differenziata restano minime. In ogni caso ci vorrebbe maggior diffusione a livello nazionale ed europeo.

             

Alcuni accorgimenti per aziende & comuni cittadini.

*un accorgimento importantissimo sarebbe diffondere, anche nelle regioni carenti,  distributori di acqua minerale, latte, detersivi;

*Importante, anche se già sentito, sarebbe utilizzare solo borse per la spesa di tela, o comunque di plastica resistente per poterle riusare più e più volte.

 

Noi alunni del Liceo Aprosio dallo scorso anno abbiamo ideato e proposto un progetto di raccolta differenziata interno all'istituto, con l'ausilio della prof. Roggeri e con diverse classi aderenti all'iniziativa.

Enrico Carta

Martina Maccario

 

 

Plastica e Bioplastica

La plastica ha ormai raggiunto un ruolo essenziale nella vita dell’uomo, basti pensare alle sue varie utilità e alla sua praticità.

Com’è noto, è prodotta da derivati del petrolio, e nonostante i suoi vantaggi, impiega tempi lunghissimi a decomporsi in natura: una bottiglia di plastica ci mette tra i 100 ed i 1000 anni per decomporsi completamente…

Quindi, oltre ai costi di lavorazione, si aggiungono spese di smaltimento: le discariche sono stracolme,  l’incenerimento provoca elevati danni all’ambiente rilasciando diossine,e la differenziata, oltre che non essere ancora effettuata ad alti livelli, ha costi alti.

Al fine di debellare tutti questi danni sull’ambiente, son state inventate le bioplastiche, ossia materiali d’origine naturale con qualità del tutto simili a quelle della plastica.

Esse spesso derivano da materie vegetali (l’esempio più noto a proposito è quello della Mater-B, derivata dall’amido di mais, mentre altre derivano da altri vegetali come frumento, cereali, barbabietola, ecc…) e hanno tempi di smaltimento nell’ambiente che variano dai 4-5 giorni ad un massimo di qualche mese, possono essere utilizzate nelle maniere più disparate, dalle bottiglie, all’usa e getta, ai giochi, ai sacchetti…

Alcuni tipi di bioplastiche possono essere perfino essere riutilizzate come concimi fertilizzanti dopo l’uso.

Con l’esaurimento delle fonti petrolifere, le bioplastiche sono destinate ad un ruolo sempre più importante, ma per il momento la maggior parte del mondo è più interessata a guadagni derivanti dall’oro nero e affini.

 Enrico Carta