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I Global Games

I Global Games, una manifestazione sportiva che va oltre le disabilità mentali e fisiche, oltre le differenze e i pregiudizi culturali. Si sono svolti dal 24 Settembre 2011 al 4 Ottobre 2011 nelle città di: Imperia, in cui hanno gareggiato gli atleti dell’atletica leggera e del futsal, Loano, dove si sono svolte le gare di nuoto, tennis e basket, Varazze, in cui hanno organizzato le gare di tennis da tavolo, Cogoleto, dove si sono svolte le dimostrazioni di rowing in palestra, Genova Prà, dove invece hanno fatto la dimostrazione di rowing in acqua, Casella, dove è stato situato il circuito per la gara di ciclismo. A partire dal nome, si capisce subito che questi non sono stati semplicemente dei giochi, ma anche un evento, dove si sono incontrati paesi e culture diverse, ragazzi che nella vita di tutti i giorni per i loro deficit mentali non riescono ad esprimere del tutto le loro capacità, ma che con lo sport  sono riusciti a far vedere veramente quello che valgono. Hanno partecipato circa 40 nazioni da tutto il mondo, ed è stato incredibile osservare come ogni squadra avesse il suo tifo, sebbene a volte piccolo e quasi insignificante rispetto a quelli che si vedono in televisione durante le manifestazioni più conosciute, ma pur sempre caloroso e vicino ai propri atleti.  Noi ragazzi del Liceo A. Aprosio abbiamo partecipato come volontari a questa manifestazione grazie al Prof.  Marco Muratore insieme ad altre scuole superiori della provincia.

 

C’è chi ha avuto la possibilità di interagire direttamente con gli atleti, magari portando avanti e indietro dei cestini, spostando gli ostacoli e i blocchi di partenza, chi ha visto la loro tensione quando venivano chiamati dai giudici nella camera di chiamata, oppure chi ha visto le loro facce felici o deluse dopo un gara. Il pensiero che ci ha accomunato dopo questa esperienza è che abbiamo ricevuto più di quello che credevamo, che abbiamo visto come ognuno degli atleti fosse tanto forte d’animo, da riuscire a farsi valere anche nelle prove più dure e che abbiamo visto come la gioia e il dolore fossero presenti nei loro sguardi nonostante le loro reali difficoltà. Tra di noi vi è chi ha migliorato il suo inglese, chi ha stretto nuove amicizie, chi si è fatto capire solo con i gesti e chi, nonostante le barriere linguistiche, si è ritrovato a cantare Waka-Waka con gli atleti, e tutti siamo tornati a casa con qualcosa di più, qualcosa che ci rimarrà per sempre nel cuore. “La cosa che mi ha colpito di più è stato un ragazzo che per tutta la durata delle gare ha avuto il broncio e sembrava di cattivo umore, ma che alla fine delle gare mi ha dato un peluche della sua squadra, forse come per dire –Hey, grazie per quello che avete fatto!-. Con questo gesto è riuscito ad esprimere ciò che con le parole non avrebbe saputo dire”,  dice una ragazza della 5° B ginnasio che ha partecipato alla manifestazione. Per queste piccole gioie saremo felici di essere coinvolti nuovamente negli avvenimenti sportivi ospitati dalla nostra regione e speriamo che la prossima volta anche altri ragazzi aderiranno all’iniziativa.

Giorgia Boldrini