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TESTIMONIANZE SULL’ESPERIENZA DEL PREMIO GALILEO GENOVA OTTOBRE 2011

Questa esperienza mi ha trasmesso la voglia di continuare nello studio e soprattutto l’incoraggiamento a seguire le proprie passioni.

I Professori e gli organizzatori del Progetto Galileo Festival della Scienza hanno ci lasciato il messaggio di perseguire ciò che ci piace e interessa anche se la strada potrà essere faticosa: se ci impegniamo e siamo realmente motivati possiamo raggiungere i nostri obiettivi.

Le conferenze alle quali abbiamo assistito erano molto interessanti ed era bello vedere come i Professori si divertissero a spiegare gli argomenti da cui traspariva una forte passione che volevano trasmetterci.

Inoltre questi illustri Professori, conosciuti anche all’estero, non avevano un atteggiamento presuntuoso imponendo la loro superiorità intellettuale ad uditori non preparati su quegli argomenti, anzi erano molto disponibili a rispondere a qualsiasi genere di domanda.

Questa esperienza è stata significativa e formativa, non solo per le conferenze che abbiamo sentito, ma soprattutto per il messaggio che ci ha lasciato, cioè di non arrenderci alle difficoltà della situazione attuale , di lottare per ciò in cui crediamo e di non accontentarci.

 

 

 

GIUSEPPE DE LEO

 

Sette ragazzi del quarto anno di Liceo Scientifico e Classico Aprosio sono stati selezionati per  partecipare all’evento organizzato e finanziato dal comitato per le celebrazioni galileiane “A scuola con Galileo”.

I partecipanti  erano 150 ragazzi selezionati da scuola di tutt’Italia nell’ambito delle eccellenze nelle scienze ripartiti in 2 gruppi su due date diverse.

L’obiettivo era l’orientamento universitario da conseguire grazie alla partecipazione a relazioni riguardanti diversi campi delle scienze, dall’astronomia, la biologia, la diplomazia, la fisica, la filosofia o la matematica tenute da Docenti universitari.

Gli studenti sono rimasti entusiasti dell’esperienza che è stata molto utile per chiarire le idee su una scelta molto difficile che sarà quella che dirigerà il nostro futuro!

 

 

 

ANINA GERTSCH – DEBORAH COOPER

 

“A scuola con Galileo”è stato un progetto che ci ha dimostrato come lo studio e il divertimento siano conciliabili… è stata un’esperienza fantastica che ha messo sotto una nuova luce quella che noi pensavamo essere la scuola. Infatti, districandoci in un programma di 5 conferenze al giorno e tutti gli eventi del festival della scienza ( un laboratorio sulle cellule staminali, un gioco sulle proprietà dei quanti  in cui gli alunni erano le pedine viventi, un corso di degustazione dell’olio e uno sul caffè ed altri), abbiamo imparato a scoprire una realtà differente da quella a cui siamo abituati. Ad esempio non è stato MAI necessario richiamarci all’attenzione e gli organizzatori si sono trovati davanti a ragazzi di Palermo che interagivano entusiasti con quelli di Vercelli, Torino, Genova, Pisa o Ventimiglia. I vari interventi dei Professori o le domande dei ragazzi erano caratterizzati da un gran rispetto reciproco, mischiato a un gran desiderio di conoscere da entrambe le parti. Così, dopo neanche un giorno, abbiamo visto formarsi un gruppo di giovani provenienti da tutta Italia unita da un’immensa curiosità per tutto ciò che ci circonda, dall’astronomia ale biotecnologie, la matematica e la diplomazia. Proprio questa curiosità ci dovrà spingere alla determinazione e al coraggio per affrontare una lotta non del tutto semplice per realizzare i nostri desideri di conoscenza senza pensare al profitto economico e concentrandoci soprattutto sul fatto che quando qualcosa è fatta con passione garantisce il successo.

Questo è stato uno dei principali messaggi che hanno voluto trasmetterci i tutors e i professori, professori visti per la prima volta come amici, come vere guide che provano un sincero piacere ad indirizzarci a trovare la nostra strada svelandoci con passione i segreti più avvincenti dei loro studi

Un'altra cosa che tutti hanno tenuto a comunicarci è non arrenderci mai per nessun motivo, rispolverando una filosofia di vita ormai sulla bocca di tutti, un cliché…ma quella passione e quell’entusiasmo che brillava negli occhi dei responsabili sono stati sufficienti a conquistare la nostra fiducia e a porre sotto una nuova luce quelle “romanzine” che ci sentiamo ripetere così spesso da tutti.

Una domanda quindi mi pongo: qualcuno scrisse “trovati un lavoro che ti piace e non dovrai lavorare neanche un giorno in tutta la tua vita”. E se Confucio più di 2000 anni fa e alcuni dei più grandi cervelli italiani del XXI secolo avessero ragione?

Ora come ora, dopo quei  giorni a Genova personalmente sono convinta di si e forse è proprio questa la cosa più importante che mi ha dato questo progetto!