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La libertà di stampa e il diritto all’informazione: tra censura e libertà

«Monsieur, non condivido nessuna delle vostre idee. Ma sono pronto a morire perché possiate continuare ad esprimerle.» [cit. Voltaire ] Ho voluto iniziare con questa citazione perché descrive pienamente quello che tutti noi dovremmo fare, difendere le nostre idee e quelle degli altri purché tutti possano dire la loro senza essere messi a tacere perché scomodi.

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. […]» [art.21 della Costituzione italiana] Allora perché abbiamo ancora casi di censura, se esiste una libera espressione del proprio pensiero? Le generazioni del 21°secolo hanno, ormai, tante opportunità per informarsi che non sono censurabili, ma allora perché c’è ancora bisogno di censurare? A questa domanda non so se troveremo una risposta esatta ma chiediamoci:

 

   Cos’è la libertà di stampa?

 La libertà di stampa è una delle garanzie che un governo democratico, assieme agli organi di informazione (giornali, radio, televisioni, provider internet) dovrebbe garantire ai cittadini

 ed alle loro associazioni, per assicurare l'esistenza di una stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente ai membri delle agenzie di giornalismo, ed alle loro pubblicazioni.
Si estende anche al diritto all'accesso ed alla raccolta d'informazioni, ed ai processi che servono per ottenere informazioni da distribuire al pubblico. Ma è anche la libertà di poter informare scrivendo senza essere attaccati sul piano personale e senza che un informazione si trasformi in opinione o venga ridotta ad una semplice presa di posizione, come fossimo in una guerra dov’è impossibile ragionare oltre una logica di schieramento.

    Cos’è la censura?

   La censura in senso lato è tutto quanto impedisce la libertà di espressione, di opinione e d’ informazione.

 

Quando la censura può ritenersi giusta?

Con la censura un organo pubblico esercita un controllo sul contenuto di una manifestazione di pensiero, impedendone la diffusione quando è ritenuta contraria agli interessi dell’ordinamento. Sistematica nei regimi dittatoriali, la censura è un istituto eccezionale in uno Stato democratico. Infatti, l’unica forma di censura ammessa nel nostro ordinamento è quella sulle opere cinematografiche. Poiché  la stampa, data la sua insostituibile funzione di collegamento tra i fatti e la collettività, è in piena sintonia con l’art. 1, comma 2°, Cost. secondo cui “La sovranità appartiene al popolo”. Per questo l’art. 21, comma 2°, Cost. stabilisce che “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. La norma vuole instaurare un rapporto diretto tra gli organi di informazione e la collettività.

Perchè la forma peggiore di censura è l'auto censura

Ora che avete letto vi sembrerà di non aver appreso niente di nuovo, continuerete a pensare liberamente e in alcuni casi non vi esprimerete restando succubi di idee altrui. Ma quanti di voi fanno sentire la loro voce esprimendo i propri pensieri anche se incongruenti con quelli della massa o della “maggioranza”?! Quanti di voi difenderanno le idee altrui?!

Lascio dare a voi una risposta a queste domande.

 

Angelo De Lucia