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La storia della mitica Vespa

 

 

Con la fine della seconda guerra mondiale l’Italia era ridotta in macerie , l’economia era morta e pochissime persone potevano permettersi il lusso di possedere un’automobile.

Nel 1946  Enrico Piaggio , presidente dell’omonima ditta , dalla sede centrale di Sestri Ponente fissa un incontro con Corradino D’Ascanio ( famoso ingegnere aeronautico ) , il quale viene incaricato di progettare un mezzo leggero , a due ruote , con una linea semplice ma che non passasse inosservata.

L’ingegnere si  era chiuso nel suo studio e dopo poco tempo ritorna a Sestri   per mostrare il suo progetto , ed Enrico Piaggio , scrutando attentamente  il lavoro di D’Ascanio  ,  lo esorta dicendo “ Sembra una vespa…” .

Ed ecco che il 23 aprile 1946 la  Piaggio presenta il suo nuovo scooter nel quartier generale della Lancia , sottolineando il fatto che la struttura della Vespa era composta da un telaio a scocca portante , sperimentato nel 1923 sull’autovettura Lambda da Vincenzo Lancia.

Il propulsore dello scooter era un 98 cc 2t con 3,2 cavalli , la forcella anteriore  a bielletta oscillante di derivazione aeronautica e prezzo iniziale di 60.000 Lire , ovvero diversi mesi di stipendio di un impiegato.

Fu subito un successo , nel giro di pochi anni vendette 1.000.000 di esemplari e la seconda  rivoluzione  stilistica avvenne nel 1977 con la messa in commercio del PX.

Ancora oggi Piaggio è sinonimo di qualità costruttiva e creatrice della vespa , mezzo-simbolo della ripresa economica e stilistica Italiana

Rodolfo Biancheri