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MIKI BIASION,LA LEGGENDA ITALIANA

Sebastian Loeb,Petter Solberg,Tommy Makkinen,Carlos Sanz,tutti campioni stranieri, ma nel 1988 e nel 1989 troviamo finalmente un pilota italiano in vetta alla classifica del mondiale rally per due anni consecutivi: Massimo “Miki” Biasion.

Nato il 7 gennaio 1958 a Bassano del grappa, ha molta voglia di correre, fin da giovane, prima usando la moto da cross del padre e la macchina di famiglia nel cortile di casa, come racconta nel suo libro “Miki Biasion storia inedita di un grande campione”,  poi appena presa la patente con il suo futuro copilota Tiziano Siviero, con altri ragazzi decide di fare una piccola garetta sui monti nei dintorni di Bassano dove, dopo aver concluso il primo intertempo (una prova speciale di rally è divisa in diversi intertempi) al primo posto, capisce subito che è quello che vuole fare da grande! I primi risultati arrivano nel 1979 grazie all'Opel Kadet Gte gruppo 2 con la quale si piazza 38° assoluto e continua il suo apprendistato durante il campionato italiano rally. Proprio in quell'anno viene notato dal reparto corse Opel che gli affida la nuova “arma”: la Opel Ascona Sr molto più performante della Kadet e con un programma che spazia tra europeo e italiano; infatti alla guida di quella macchina, nel 1981e nel 1982, è vice campione d'Italia. Nel 1983 lascia la casa tedesca a favore di una italiana con la  bella e veloce Lancia 037, alla guida dalle quale riuscirà a vincere l'italiano e l'europeo!

 

Nel 1984, visti i suoi grandiosi risultati, è stato ingaggiato a tempo pieno nel Mondiale Rally, sempre al volante della bella Lancia 037 (Gr B, un'auto da più di 300 cv), piazzandosi sesto! Nell'85 si divide tra europeo e mondiale ottenendo buonissimi piazzamenti; ma l'anno della svolta è il 1986 con la nuovissima Lancia Delta S4, anno di quel tragico mondiale che vede la morte di Henri Toivonen al rally di Corsica dove il nostro Miki, guidando la vettura successiva a quella di Henri, ha proprio quel disastro sotto gli occhi: la macchina era completamente avvolta in una palla di fuoco e Miki e Tiziano hanno fatto di tutto per salvare i compagni-amici ma purtroppo è stato tutto inutile. In quel momento Miki pensa che non è più il caso di rischiare la vita su quelle spettacolari ma pericolose vetture, come tutti gli altri piloti: infatti nell'87 si ha un anno di grandi cambiamenti grazie alle vetture Gr A che sostituiscono le potentissime Gr B. In quell'anno Miki è secondo nel mondiale, ma è solo nel 1988 che  Biasion riesce finalmente a coronare il suo sogno: vincere il mondiale, traguardo che riuscirà a conquistare anche l'anno seguente. Negli anni successivi è sempre tra i primi del mondiale, nel ‘90 e ‘91 con la Delta, nel 1992 con la Ford Sierra e in seguito con la nuovissima Escort RS. Nel 1995, dopo un podio importante raggiunto a Sanremo con la Subaru Legacy, decide di ritirarsi dal mondo delle corse, perché le vede molto diverse da quando aveva iniziato, soprattutto con l'introduzione dell'elettronica che faceva cambiare tutto il modo di guidare e di gestire le gare. Due anni più tardi, però, non riuscendo a tenersi distante da quello che è realmente il suo mondo, inizia una nuova avventura con Iveco nel campionato del mondo Tout Terrain, dove vince interrottamente fino al 1999. Un anno di pausa e poi subito al lavoro per Fiat con la piccola bomba tutta da sviluppare: Fiat Punto, un'auto vincente grazie ai suoi test e alla collaborazione di vari piloti del calibro di Luca Pedersoli (campione TRA 2010 e 2011). Nel 2002 viene ingaggiato dalla Mitsubishi, della quale sarà pilota ufficiale fino al 2005, e nel 2006 intraprende una  nuova avventura Fiat: la Parigi-Dakar, la più famosa gara di resistenza, alla guida della simpatica e dura Pandakar, dove purtroppo si deve arrendere a pochi chilometri dall'arrivo a causa dell’ inesperienza della squadra torinese.

Adesso Miki ci delizia con la sua bravura durante i rally spettacolo con le fantastiche vetture che ha usato negli anni, le stesse vetture che hanno contribuito alla sua grandezza! Questa è la vita di un grande campione, un ragazzo con la passione della velocità,dei rally, come dice lui stesso con la sua famosissima frase: “La cosa più bella che può fare un uomo vestito è guidare di traverso.”

 

Simone Pellegrino